«Idee forti: c'è sempre un'alternativa alla violenza»

Proteggere l’infanzia in tempi di coronavirus:
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Testimoni silenti

Purtroppo in molte famiglie che vivono in Svizzera le esperienze di violenza continuano a essere all’ordine del giorno. In questa fase della sua campagna di sensibilizzazione, Protezione infanzia Svizzera ha deciso di dare voce ai peluche, osservatori silenziosi della violenza. 

I figli non si comportano sempre come vorrebbero i genitori e così nascono scenate, discussioni, i genitori si mettono a urlare e non di rado reagiscono infliggendo punizioni che feriscono nel corpo e nella psiche. In molte famiglie che vivono in Svizzera queste punizioni sono all’ordine del giorno e purtroppo per molte di loro fanno ancora parte delle pratiche educative.

Dal punto di vista dei peluche

I peluche sono particolarmente vicini ai bambini e quindi sono anche attori passivi degli episodi di violenza. Nei momenti in cui i piccoli si sentono soli, i peluche stanno coraggiosamente accanto a loro, offrendo loro un po’ di sostegno e di sicurezza. Questi testimoni silenziosi sono i compagni fedeli dei più piccoli e vedono le cose da una prospettiva unica. Nella loro impotente fragilità riconosciamo l’impossibilità di reagire dei bambini: i peluche, ai quali viene data voce, trasmettono così il messaggio che c’è sempre un’alternativa alla violenza. L’obiettivo è che tutti riflettano su se stessi e che i genitori adottino pratiche educative che non si basino sulla violenza fisica o psicologica. «Con questo cambiamento di prospettiva, desideriamo sensibilizzare ulteriormente la società affinché parli e agisca a favore dei bambini, invece di far parlare solo i loro peluche», afferma Regula Bernhard Hug, direttrice del segretariato centrale di Protezione dell’infanzia Svizzera.

«Sono solo un testimone silente». Un giocattolo non può fare niente. Ma voi sì.

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Film «Peluche»

 

 

Cartelloni «Peluche»

Dal punto di vista dei genitori e dei nonni

Nel breve video ideato per la seconda fase della campagna «Idee forti: c’è sempre un’alternativa alla violenza», genitori e nonni raccontano come hanno reagito in passato nelle situazioni snervanti con i loro figli. Si capisce subito che tuttora molti genitori ricorrono regolarmente alle punizioni psicologiche o corporali quando, nello svolgere il loro compito educativo, si trovano confrontati con situazioni stressanti. I dati del recente studio commissionato da Protezione dell’infanzia Svizzera all’università di Friborgo dimostrano che in Svizzera un bambino su due è confrontato con pratiche educative violente. Ampie fasce della società svizzera considerano normali o a volte persino necessari gli schiaffi e le sculacciate. Il video evidenzia chiaramente che queste misure e la relativa violenza hanno fatto soffrire i genitori e i nonni, e che le ricordano molto bene anche a distanza di anni.

Genitori e nonni raccontano le loro esperienze personali di violenza fisica e psicologica vissute nella loro infanzia o nella vita quotidiana con i loro figli e nipoti. Molti genitori si riconosceranno in queste testimonianze. Le situazioni stressanti illustrate nelle testimonianze, che portano spesso i genitori a confrontarsi con i propri limiti, sono tipiche della quotidianità educativa. Ma come si può migliorare il proprio comportamento quando si è sotto stress? Molti genitori si chiedono: «Come faccio, nel mio ruolo di madre o di padre, a non perdere il controllo e a evitare di passare alle maniere forti o di usare parole inadeguate?». Anche se apparentemente sembrano semplici, le idee sono di fatto molto efficaci: «Se i bambini combinano un pasticcio, conto fino a dieci» oppure ««Quando i bambini mi fanno arrabbiare, vado a fare due passi» sono proposte semplici ma adeguate di genitori e nonni, che spiegano ad altre figure educative che c’è sempre un’alternativa alla violenza. Se i genitori riescono ad allentare la tensione in questo modo, riusciranno meglio a fare proprio uno stile educativo autorevole, quindi a trasmettere regole e limiti chiari in un ambiente comprensivo e premuroso.

Film «genitori e nonni»

 

Cartelloni «genitori e nonni»

Cartellone Emma
Cartellone Emma
Cartellone Emma
Cartellone Emma

Dal punto di vista dei bambini

Nel breve video che accompagna la prima fase della campagna, alcuni bambini che vivono in Svizzera raccontano come reagiscono i loro genitori quando non ubbidiscono o ne combinano una. Si capisce subito che tuttora molti genitori ricorrono regolarmente alle punizioni psicologiche o corporali quando, nello svolgere il loro compito educativo, si trovano confrontati con situazioni stressanti. Il video evidenzia che queste misure e la relativa violenza fanno soffrire molto i bambini.

Molti genitori si riconosceranno nelle testimonianze dei bambini, perché si riferiscono a situazioni stressanti che devono affrontare nella loro quotidianità educativa e che spesso li portano a confrontarsi con i propri limiti. Ma come migliorare il proprio comportamento in queste situazioni? Molti genitori si chiedono: «Come faccio, nel mio ruolo di madre o di padre, a non perdere il controllo e a evitare di usare parole inadeguate o di passare alle maniere forti?» Protezione dell’infanzia Svizzera lo ha chiesto ai bambini. Anche se apparentemente semplici, le «Idee di bambini forti per genitori forti: c’è sempre un’alternativa alla violenza.» sono molto efficaci: «Dai mamma, conta fino a dieci» oppure «Papà, mangia un po’ di cioccolata» sono proposte creative dei bambini, che mostrano ai loro genitori che spesso basta fermarsi un momento per calmare le acque e reagire in maniera tranquilla e ponderata, proprio come farebbero dei genitori forti di bambini forti.

Film «bambini»

Cartelloni «bambini»

Cartellone Emma
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